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 Abitare la memoria diEleonora Morza “Soloresiste al tempo IERI-DOMANI la misuraantica della saggezza, un arco come il Ponte della Catena dove scorrono scorie di secoli”.I versi di Elio Filippo Accrocca sembrano fare da pendant alle immagini di Pietro Nazzari. Immagini, che nascono da un’acuta, particolareggiataosservazione della realtà. Immagini che esistono e insistono ancora nellamemoria. Nei volti delle donne affaticate e precocemente invecchiate, neglioggetti della quotidianità contadina, negli scorci di un paese, il segno di unacultura, che non può esserci estranea; che viene da lontano, ma che lontana nonè mai stata. Il viaggio nell’universo nazzariano è un viaggio che procede “apasso d’uomo”, la temporalità vitae è ben tratteggiata: il paese, il paesaggio, il dialetto; il vicinato,quello necessitato di una volta; il lavoro, segnato dalla fatica silenziosa; iltempo scandito dai ritmi delle stagioni; la famiglia e la casa coi valoriimpliciti; la soffusa religiosità, naturale prima ancora che cristiana, che siesprime coi segni della fede. Un’ itinerario poetico e mai nostalgico, resostraordinariamente nella rigorosa geometria del tratto che è certo "ilmattone di qualsiasi costruzione", ma senza la memoria dell'artistanon avrebbe consistenza. Nelle chine ognisegno ha il suo posto e nelle capacità tecniche dell’artista i segni mai sisovrappongono. Le linee intrecciate, rarefatte o infittite tratteggiano lospazio creando morbidi chiaroscuri: l’insieme riporta e ripropone il senso deldettaglio così come il dettaglio rimanda e richiama l'insieme, costituendo untutt'uno inscindibile. La ricerca delNazzari è esercizio continuo: si muove tra i confini della storia e quellidell’arte, per diventare insieme documento, messaggio e gusto grafico. Con la stessa egemonia disegno e luce indaga la storia romana, riscrive archi, colonne, capitelli,templi e monumenti, per celebrare un glorioso passato e rivivere in parallelola propria, più semplice, esistenza. Nazzari sente intimamente il fascino dell’arte,soccombe consapevolmente alla sua grandezza e ricerca nella meticolosità deltratteggio la possibilità di afferrarla e trattenerla. Con questi elementi di riferimento, acutamenteosservati, gli diventa facile e quasi inevitabile perdersi in un percorso aritroso, in un passato che oggi, “è segreto svelato di un presente chedura”. |