spacer.png, 0 kB
La Pro Loco è aperta il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00. E' possibile anche contattarci al 069678443 o sulla mail
 

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow Presentazione arrow Cenni storici di Giulianello
Cenni storici di Giulianello

giulianelloA pochi chilometri da Cori, lungo la strada provinciale Velletri-Anzio si trova il piccolo centro medievale di Giulianello.
Il piccolo laghetto di Giulianello, assai meno noto dei suoi vicini di Albano e Nemi, è di forma ovale ed occupa il fondo di un cratere di origine esplosiva.Si trova a circa 250 s.l.m sulla soglia che divide i Colli Albani dai Monti Lepini. È un luogo piacevole tra querce secolari, canneti e paesaggio collinare ed è ancora molto frequentato dai pescatori.
Molti storici attribuiscono a Giulianello origini romane, poiché attestano che il territorio di Giulianello in età romana era di proprietà della famiglia Giulia alla quale apparteneva Giulio Cesare. Così il nome Fundus Julianus trarrebbe origine da Fundus Familiae Juliae.
Il disfacimento dell'unità romana determinò in tutti i territori del mondo occidentale delle conseguenze drammatiche sul piano economico, sociale, politico e culturale. La Chiesa Romana, a partire dalla metà dall'VIII secolo d.C., organizzò strategicamente le sue proprietà fondiarie nel territorio laziale istituendo le domuscultae. Secondo alcuni studiosi in questa operazione, insieme politica ed economica, vennero coinvolte anche le aree del territorio di Giuliano che, riunite nella Massa Juliana, entrarono a far parte del Patrimonio Appio.

Durante le invasioni barbariche molti tra coloro che vivevano nelle campagne si trasferirono in luoghi più sicuri dando origine ad un insediamento più stabile e più sicuro alle pendici occidentali del monte ora chiamato S. Angelo.
A partire dall'XI secolo, il territorio di Giuliano è patrimonio inalienabile della Chiesa di Roma. Papa Gregorio IX, con una bolla emanata nel 1235, conferma l'inalienabilità. Nonostante l'incedibilità di questi territori, in seguito a travagliate vicende il controllo della proprietà di Giuliano passò alla famiglia dei Pierleoni. Solo nella seconda metà del Duecento, Giovanni Conti poté averlo acquistandolo anche se, in un primo momento, papa Urbano IV (†1264) con una bolla gli vieta di comprare il castello.Nel 1300, Papa Bonifacio VIII conferma alla famiglia dei Conti il feudo di Giuliano.
Durante gli anni tumultuosi dello Scisma d'Occidente, siamo tra la fine del Trecento e l'inizio del secolo successivo, i Conti persero di nuovo la tenuta di Giuliano. La riacquisirono, insieme a molte altre proprietà, in seguito alle disposizioni del nuovo Papa Ottone Colonna, uscito eletto dal Concilio di Costanza (1417) con il nome di Martino V. Secondo gli storici, quello del nuovo pontefice fu un gesto di ricompensa, poiché i Conti, nel momento in cui si doveva decidere l'erede al trono pontificio, sostennero fortemente la sua candidatura.

giulianelloDurante il pontificato di Leone X (1513 -1521), Giuliano passò a Giovan Battista di Mariano dè Conti ed in seguito a sua cugina Donna Costanza, che lo ottenne come dote in occasione del suo matrimonio con Lorenzo Salviati, appartenente al ramo romano della nobile famiglia fiorentina. I loro beni vennero ereditati dall'ultimo dei Conti: Antonio Maria Salviati, figlio della coppia, eletto cardinale nel 1571 da Papa Pio V. Si concluse così il dominio del nobile casato dei Conti sulla tenuta di Giuliano e nello stesso tempo iniziò quello dei Salviati.Il Cardinale Antonio Maria Salviati (1537-1602) svolse importanti funzioni diplomatiche in Francia in veste di Nunzio Apostolico, venne anche coinvolto nel sanguinoso attentato agli ugonotti nella notte di San Bartolomeo (24 agosto 1572) e fu durante questa situazione drammatica che, secondo gli storici, mise in atto le sue grandi doti diplomatiche. Fu un uomo molto stimato ed apprezzato per le sue opere : a Roma contribuì alla costruzione dell'ospedale e della chiesa di San Giacomo, dell'ospedale di San Rocco e dell'orfanotrofio di S. Maria in Aquiro. Come signore del castello di Giuliano, dopo che la madre donna Costanza Conti ne aveva fatto ricostruire tutti gli edifici, fece erigere la chiesa a parrocchia (1575). Nel 1591 venne fondata la Confraternita del SS. Sacramento e la dotò di un cospicuo capitale. Costruì l'attuale palazzo che si trova nella parte più alta del colle, mentre quello fatto costruire dalla madre si trovava nella parte più bassa a sud; circondò l'abitato di mura aprendovi a nord l'elegante porta ancora esistente. Caduto gravemente malato, morì il 17 marzo 1602.L'anno seguente alla sua morte, il nipote Lorenzo Salviati figlio di Jacopo, dopo essere entrato in possesso del podere di Giuliano con il titolo di Marchese (a nominarlo fu Clemente VIII), fece celebrare per lo zio solenni funerali. Giacomo Salviati, figlio di Lorenzo Salviati e Maddalena Strozzi, nominato duca da Urbano VIII, innalzò la nuova chiesa parrocchiale facendo costruire la cappella dedicata a San Giuliano, martire in Oriente durante le persecuzioni contro i cristiani di Diocleziano (IV sec. d.C.), che nello stesso anno (1650) venne eletto dalla Curia Vescovile di Velletri Santo Patrono del castello di Giuliano. Questa chiesa conserva dalla fine del '700 un Bambin Gesù scolpito, secondo la leggenda, da un devoto francescano su legno d'ulivo del Getsemani che si vuole sia l'originale rispetto a quello, molto venerato, che era conservato nella chiesa dell'Aracoeli a Roma e che fu trafugato.

giulianelloFrancesco Maria Salviati ampliò la chiesa parrocchiale aggiungendovi l'abside. Costruì per i Frati Minori un convento sul colle di S. Lucia ed un ospizio, come luogo di villeggiatura per i frati, a sud del monte S. Angelo (1690). Antonino Maria Salviati, figlio di Giovan Vincenzo e appartenente al ramo fiorentino dei Salviati, venne nominato contemporaneamente Duca di Giuliano, Barone di Colleferro e Principe di Rocca Massima. Il Cardinale Antonio Maria Gregorio, morto nel 1794, fu l'ultimo dei Salviati. Le burrascose vicende del periodo della dominazione napoleonica in Italia vedono coinvolto anche il territorio Giuliano. Con l'abolizione del regime feudale, Giuliano divenne Comune sotto il Cantone di Cori. Quando venne ristabilito a Roma il governo pontificio, tornò ad essere castello feudale della famiglia Borghese, ma il Principe Camillo rinunciò alla giurisdizione baronale e di conseguenza passò sotto il Governo di Valmontone, appodiato al Comune di Montefortino (oggi Artena). In seguito alla creazione della Provincia di Marittima (1832), fu eretto a Comune sotto il governo di Valmontone. Nel 1870 con un decreto del re di Vittorio Emanuele II, fu separato dal Governo di Valmontone e dal Comune di Montefortino e passò a frazione del Comune di Cori nella Provincia di Roma e dal 1934 nella provincia di Littoria (poi Latina). Agli inizi del XX secolo, le proprietà dislocate nel territorio di Giuliano, appartenenti al Principe Felice Borghese, vennero affittate e poi vendute.

 
< Prec.   Pros. >
Annuncio Pubblicitario
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB