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Tempio di Castore e Polluce |
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E’ situato all’estremità orientale della vasta zona che ospitava il foro. Ciò che attualmente è visibile del tempio risale agli inizi del I sec. a.C: consiste in una parte del podio, sulla quale poggiano due delle sei colonne originarie in stile corinzio, recanti ancora tracce dello stucco che le rivestiva.  foto Gino Ricci
Parti di una terza colonna, appartenente al lato destro, si vedono inserite nel muro di una casa privata. Sull’architrave, un’iscrizione dedica il tempio a Castore e Polluce e ricorda i nomi dei due magistrati che ne curarono la realizzazione utilizzando denaro proveniente dal tesoro del tempio. Quest’ultima notizia, insieme all’analisi delle altre strutture murarie, fa ritenere che il tempio, nella forma deducibile dai resti attuali, rappresenta la ristrutturazione di un edificio più antico, databile approssimativamente tra la fine del IV e gli inizi del II sec. a. C.
A questa fase appartengono alcune fondazioni della parte posteriore del tempio. Questa era suddivisa in tre ambienti perpendicolari alla facciata; Quello centrale era ulteriormente strutturato in tre navate da due colonnati paralleli. In questo ambiente sono ancora visibili parti del mosaico della pavimentazione e dello stucco, dipinto a finto marmo, che decorava le pareti.
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